Susanne Burchia
Susanne Burchia è nata nel 1996 a Bolzano e vive e lavora a Bolzano e Vienna. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti e pittura a Bologna dal 2018 al 2021. Nel 2019 ha partecipato alla residenza d’artista contemporanea a Palermo, Italia, con i professori Helen Cammock, Valentina Bonizzi e Driant Zeneli e successivamente ha partecipato alla mostra collettiva Bottega della Zisa a Palermo nel 2019. Ha esposto Angoli liberi alla mostra Open Day all’accademia di Bologna nel 2020, oltre a mostrare opere alla mostra multimediale Cinquemetriquadri a Bologna nel 2020. Susanne Burchia ha partecipato all’installazione video Rope all’Open Tour ABABO – Bologna 2020.
È stata nominata al Call for Artists alla Weigh Station di Bolzano nel 2020. Nel 2022 ha partecipato alla mostra START 6 dell’SKB Südtiroler Künstlerbund. Burchia si ispira principalmente a diversi temi e trasferisce queste ispirazioni nelle opere d’arte. Cerca di esprimere i suoi pensieri, sentimenti e percezioni e lavora con diverse tecniche e approcci, come nella serie che mostriamo alla mostra Carte Blanche #4 intitolata Crossing Lines.
„My appeal to art is not so much the classic waking up and looking but rather a feeling and hearing.“
— James Hillman
Informazioni su
Susanne Burchia – CROSSING LINES
Il rapporto tra le cose nel mondo, compresa se stessa, e la percezione dei temi ha sempre affascinato Susanne Burchia. Una parte importante del lavoro dell’artista è la ricerca filosofica e scientifica.
Burchia si lascia ispirare da diversi temi e trasferisce queste ispirazioni nelle sue opere d’arte, cercando di esprimere i suoi pensieri, sentimenti e percezioni. Nonostante le tecniche e gli approcci siano molto diversi nei vari cicli e serie che mostriamo nella mostra Carte Blanche #4 intitolata Crossing Lines, c’è un filo conduttore che attraversa il lavoro di Burchia: l’alienazione e il modo in cui percepiamo certe cose, oggetti e situazioni.
Un’altra caratteristica che attraversa il suo lavoro è il gioco con il contrasto tra precisione e caso. I primi lavori mostrano l’impatto di diverse forme e la rappresentazione di oggetti quotidiani (serie Angoli liberi), utilizzandoli con l’obiettivo di creare un effetto alienante (usato per la prima volta nell’arte da Marcel Duchamp).
Nella successiva grande serie di Burchia, Urban Space, l’artista esamina come le atmosfere che ci circondano ogni giorno vengono percepite, da dove hanno origine e come ci influenzano. È stata fortemente ispirata dal filosofo tedesco Gernot Böhme e dal suo lavoro sull’atmosfera.
Attraverso varie forme di rappresentazione artistica, l’artista vuole catturare ambienti, atmosfere, oggetti e spazi vuoti, suoni, tracce e memorie. Le opere riflettono la dipendenza dell’uomo dalla natura e dall’ambiente, e il fatto che l’uomo sta perdendo sempre più il contatto con l’ambiente. Burchia ha condotto per questa serie di opere un’intervista con il noto artista del suono austriaco Sam Auinger, che lavora sulla “prospettiva uditiva”. Nella sua serie di opere recentemente completata, Entgrenzung, con trementina, Susanne Burchia si concentra maggiormente sulla tecnica stessa. La trementina è in realtà un agente utilizzato per pulire i pennelli o cancellare la vernice. Trova particolarmente interessante usare questo mezzo per la pittura perché porta una certa trasparenza che piace all’artista. Si prende una tela non trattata e si mescolano i colori ad olio con molta trementina e si versano sulla tela, creando colori spontanei diversi che si sovrappongono, risultando in strati di lucidità.
Nelle opere della serie Entgrenzung, Burchia cerca di trovare modi attraverso una variazione minima di forma o posizione, che mirano a cambiare il sistema sottostante attraverso una deviazione del modello. Nella serie Entgrenzung, l’artista riflette sulla totalità della completezza alla totalità dell’incompletezza.
Per l’artista, i confini hanno sempre qualcosa di carattere totalitario. Qualcosa di totale, qualcosa che delimita o qualcosa che finisce. Trova particolarmente interessante permettere a questi confini, che siano metaforici o reali, di fondersi l’uno nell’altro, sfumandoli sempre di più fino al punto in cui tutti i confini sembrano essere scomparsi.
L’artista cerca di trovare modi per rompere il sistema sottostante e così facendo lo cambia variando minimamente la forma o la posizione. Questo corrisponde all’approccio nella pittura così come nell’installazione.
L’obliterazione ha qualcosa di attraente e un grande fascino estetico. È la rivelazione di un conflitto, un disaccordo, una violenza, si potrebbe anche dire una protesta. Può essere un ritiro, una censura, un effetto di evaporazione e oscuramento.
Burchia ha realizzato la scultura sedia e il video free of gravity nello stesso periodo della serie Angoli liberi durante la quarantena del 2020. Si tratta di far apparire gli oggetti quotidiani in una nuova luce (effetto di alienazione). Oggetti familiari il cui significato è cambiato e che quindi mettono in discussione il loro uso. Le dimensioni del tempo e dello spazio, il domestico e il privato di fronte all’isolamento. La lentezza che deriva da una quarantena inaspettata, che tutto e tutti rallentano e cambiano molto. Nel video free of gravity, in cui la pietra appare quasi senza peso e ipnotica, si possono sentire i suoni dei pianeti che fanno rumore mentre ruotano in sottofondo (della NASA).
L’opera di Burchia Das weibliche Gehör, ceramica smaltata, consiste nell’impronta delle parti private di una donna, che è stata sostituita da un orecchio, e mira così a richiamare l’attenzione sulla sensibilità della donna.
In futuro, gli artisti vorrebbero andare oltre il bidimensionale con il tema della “delimitazione” e vorrebbero lavorare su installazioni in spazi tridimensionali.
Carte Blanche
Uno spazio dedicato all’arte contemporanea, non come semplice cornice ma come luogo vivo di incontro e scambio. Il programma espositivo si snoda su due livelli: una mostra fisica all’interno dell’hotel e una galleria virtuale accessibile online.















































































